Ho ricevuto questo contributo e voglio proporvelo. L'autore desidera rimanere anonimo. Il commento è pubblicato anche sul gruppo di Facebook: "Cervelli in fuga, quelli che il papà non è all'università".
In una prospettiva analitica, che ci siano i parenti è chiaramente scandaloso. Ma dal punto di vista della demografia universitaria i parenti non costituiscono la componente principale (c'e dunque un errore di logica nel modo in cui si presenta il problema. Si prende un aspetto e lo si fa diventare l'unico aspetto).
Il vero scandalo dell'università è che il merito non costituisce la variabile principale per il reclutamento. A partire da questo dato, Messina non è affatto diversa dalle altre università e quello che forse ha fatto il rettore non è affatto differente da quello che fanno altri rettori (influenzare i concorsi).
Anzi, potrei spingermi più avanti e dire che il suo comportamento, così come quello dei professori che caldeggiano i propri collaboratori e cercano di creare le condizioni più favorevoli, è giusto e sacrosanto nel quadro attuale.
Ora, cerca di capirmi. Figurati se penso che questo sia bello. Ma quale altra scelta vi sarebbe nel quadro attuale (che non è attuale E' vecchio di decine d'anni)?
Se un professore non tentasse di intervenire nella composizione della commissione o non cercasse di influenzare la commissione con le varie tecniche a disposizione, condannerebbe il suo candidato a soccombere. Influenzare il concorso è meramente una forma di autodifesa.
E' proprio il sistema che è strutturato in un certo modo. Per questo la critica rivolta a singole persone o la soluzione giudiziaria sono completamente inutili.
Per meglio dire, in questo momento tali soluzioni "personalistiche" hanno un senso. A livello locale servono a scongiurare il rischio che il rettore intraprenda una carriera politica e, a livello nazionale, servono a legittimare l'idea che l'Università italiana fa schifo. In questo senso l'università di Messina paga il prezzo di una doppia contingenza.
Vedi, se volessimo impiegare la soluzione giudiziaria, pressoché tutti i concorsi dalla fondazione della Repubblica ai giorni nostri dovrebbero essere incriminati. Non c'è quasi concorso che sia immune da contrattazione. E quando questo avviene, è unicamente perché gli odi tra scuole o eventi fortuiti di qualche tipo hanno fatto sì che non ci sia potuti accordare o che il candidato prescelto non si sia presentato.
Una soluzione giudiziaria che pretendesse di essere giusta dovrebbe azzerare l'università italiana. Tu comprendi che questo è impossibile e non avrebbe senso. Per esempio, pensi che i professori che tu hai amato o i tuoi autori universitari preferiti facciano eccezione a questa regola? Che so, pensi che Cacciari o Galimberti siano diversi? Ovviamente no. Anche loro non fuggono a questo destino. Semplicemente non potrebbero...
Questo significa chiaramente che l'università necessita di una riforma. Ma la soluzione deve essere tutta politica. Non si può affrontare la questione basandosi sullo scandalo. I senso di scandalo è giustificatissimo ma non coglie il punto.
Per questo ti dico che dovresti produrre un altro livello d'analisi. In questo momento non siamo su un piano analitico serio. Piuttosto, siamo dalle parti di Beppe Grillo. Io credo che ci voglia una prospettiva che vesta i panni degli attori sociali anziché quelli vaghi della giustizia.
domenica 23 novembre 2008
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1 commento:
Se si ha tempo da perdere davanti al computer, si può fare un giochino semplice semplice.
Si parte dal verbale di una valutazione comparativa e poi si incrociano i nomi dei commissari.
Meglio iniziare dal membro interno.
Poi gli stessi nomi si incrociano con quelli degli idonei.
Basta poca fortuna e solo un occhio attento per accorgersi che, ad esempio, il membro interno è stato commissario in un concorso analogo magari un anno prima dove ha vinto l'allieva di uno degli attuali commissari.
Il risultato?
L'allievo locale vince (si spera che sia più che meritevole, vedi il post che hai inserito, manuela) e a vincere è anche l'allievo/a di un'altro dei commissari, che in futuro chiederà un generoso contraccambio per se stesso o per i suoi. Come del resto gli altri membri apparentemente non in relazione fra loro.
La conclusione?
Si deve sperare che i maestri siano bravi e che tengano sotto controllo il concorso solo per assicurare un meritato posto a chi ha pubblicato seriamente....
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